ενδείξεις - αντενδείξεις





πρός τό δεῖν οὕτω



Προηγούμενα εὕσημον λόγον δῶτε








ΟΙ ΣΥΓΚΡΟΥΣΕΙΣ ΞΕΦΕΥΓΟΥΝ ΑΠΟ ΤΟΝ ΕΛΕΓΧΟ ΚΑΙ Ο ΕΥΡΩΠΑΪΚΟΣ ΕΠΑΝΕΞΟΠΛΙΣΜΟΣ ΕΙΝΑΙ ΑΠΑΤΗΛΟΣ. ΤΑ ΜΕΤΩΠΑ ΑΠΟ ΤΟΝ ΚΟΛΠΟ ΕΩΣ ΤΗ ΜΑΥΡΗ ΘΑΛΑΣΣΑ ΕΝΩΝΟΝΤΑΙ: ΑΠΟ ΤΟΝ LUCIO CARACCIOLO -( ΔΙΕΥΘΥΝΤΗΣ ΤΟΥ ΠΕΡΙΟΔΙΚΟΥ LIMES ΜΕ ΤΙΤΛΟ «ΘΕΛΟΥΜΕ ΤΟΝ ΟΛΙΚΟ ΠΟΛΕΜΟ;»). ΠΙΣΤΕΥΕΙ ΟΤΙ ΤΟ ΖΗΤΗΜΑ ΤΟΥ ΕΠΑΝΕΞΟΠΛΙΣΜΟΥ ΠΡΕΠΕΙ ΝΑ ΚΑΤΑΝΟΗΘΕΙ ΣΤΗΝ ΠΡΑΓΜΑΤΙΚΗ ΤΟΥ ΔΙΑΣΤΑΣΗ. ΥΠΑΡΧΕΙ ΠΡΑΓΜΑΤΙΚΑ ΜΙΑ ΡΩΣΙΚΗ ΑΠΕΙΛΗ ΠΟΥ ΜΑΣ ΩΘΕΙ ΠΡΟΣ ΤΟΝ ΕΠΑΝΕΞΟΠΛΙΣΜΟ;

αναρτήθηκε από : tinakanoumegk on : Τρίτη 21 Ιουλίου 2026 0 comments


από τον Lucio Caracciolo - 19/07/2026

Πηγή: Il Fatto Quotidiano

Υπάρχει πραγματικά μια ρωσική απειλή που μας ωθεί προς τον επανεξοπλισμό;

Αυτή η αντίληψη υπάρχει στο επίπεδο των ελίτ και, σε ορισμένες χώρες – όπως τις σκανδιναβικές, τις βαλτικές ή την Πολωνία – ακόμη και στο επίπεδο της κοινής γνώμης. Η πραγματική καινοτομία είναι ότι ο φόβος μιας ρωσικής εισβολής αρχίζει να λαμβάνεται σοβαρά υπόψη στη Γερμανία, τη Γαλλία, αλλά και τη Μεγάλη Βρετανία. Είναι αλήθεια ότι υπάρχει «δόλος», με την έννοια ότι βιομηχανικά και πολιτικά συμφέροντα ενδιαφέρονται να προωθήσουν τον φόβο μιας ρωσικής εισβολής, προκειμένου να μετατραπεί μέρος της μηχανουργικής βιομηχανίας στον τομέα του επανεξοπλισμού. Όμως, όταν η προπαγάνδα διαδίδεται, όπως είναι φυσικό, καταλήγουμε να την πιστεύουμε. Η γερμανική κυβέρνηση, για παράδειγμα, υποστηρίζει ότι μέχρι το 2029 οι Ρώσοι θα είναι έτοιμοι να μας εισβάλουν. Στο τεύχος του Limes υπάρχει μια συνέντευξη με τον Κάρλο Μασάλα, σημαντικό καθηγητή διεθνούς πολιτικής στη Γερμανία, ο οποίος έγραψε ένα βιβλίο για το «σενάριο του πα

νικού», σύμφωνα με το οποίο το 2029 οι Ρώσοι εισέρχονται στη Νάρβα της Εσθονίας και από εκεί ξεκινά η εισβολή στην Ευρώπη. Έχω όμως την εντύπωση ότι αν η Ρωσία ήθελε να εισβάλει στην Ευρώπη...

...

Τι να πούμε λοιπόν, συνοψίζοντας, για τη ρωσική απειλή;

Ότι το πρόβλημα όλων των πολέμων είναι ότι αυτοί έχουν τον έλεγχο. Δεν υπάρχει κάποιο λεπτομερές σχέδιο που στη συνέχεια να εφαρμόζεται στην πράξη· η εξέλιξη της σύγκρουσης μπορεί να ξεφύγει από τον έλεγχο. Και οι τεχνολογικές καινοτομίες καθιστούν ακόμη πιο απτή την «ανεξαρτησία» του πολέμου.

Πρέπει να περιμένουμε ότι ο πόλεμος στην Ουκρανία και αυτός στο Ιράν θα διαρκέσουν για πολύ καιρό;

Αυτοί οι δύο πόλεμοι γίνονται ένας, τόσο λόγω της γεωγραφικής εγγύτητας μεταξύ της Μαύρης Θάλασσας και του Περσικού Κόλπου, όσο και επειδή χώρες που δεν εμπλέκονται άμεσα στέλνουν στρατιωτική βοήθεια. Τα ουκρανικά drones χρησιμοποιούνται επίσης στη Μέση Ανατολή.

Μοιάζει με μια μορφή παγκόσμιου πολέμου;

Ναι, αν και είναι περιορισμένος και, ως εκ τούτου, δεν επηρεάζει τις χώρες μας. Πρέπει να διατηρήσουμε την ψυχραιμία μας και να στρέψουμε το βλέμμα μας στις ανεπιθύμητες συνέπειες. Η ιδέα ότι ο πιο ισχυρός πολιτικός μπορεί να ρυθμίσει την πορεία των πολέμων είναι ουτοπική. Το ανησυχητικό είναι ότι εμείς οι Ευρωπαίοι, εμείς οι Ιταλοί, φαίνουμε αδιάφοροι για τις διαπραγματεύσεις που, αντίθετα, ενδιαφέρουν τους Αμερικανούς, τους Ρώσους, τους Κινέζους και άλλες δυνάμεις. Αν δεν έχουμε τη δυνατότητα να επιλέξουμε, θα επιλέξουν άλλοι για εμάς.

I conflitti sfuggono di mano e il riarmo europeo è illusorio. I fronti dal Golfo al Mar Nero si stanno unificando

di Lucio Caracciolo - 19/07/2026

I conflitti sfuggono di mano e il riarmo europeo è illusorio. I fronti dal Golfo al Mar Nero si stanno unificando

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Lucio Caracciolo, direttore di Limes, appena uscito in edicola con un numero dal titolo “Vogliamo la guerra totale?” pensa che la questione del riarmo vada compresa nella sua concretezza.

Esiste davvero una minaccia russa che ci spinger al riarmo?

Questa percezione esiste a livello di élite e in alcuni Paesi, scandinavi, baltici o in Polonia, anche a livello dell’opinione pubblica. La vera novità è che la paura di un’invasione russa comincia a essere presa sul serio in Germania, Francia e anche Gran Bretagna. Che ci sia del “dolo” nel senso di interessi industriali e politici interessati a promuovere il timore di un’invasione russa per una conversione di parte dell’industria meccanica al riarmo è vero. Ma quando le propagande si propagano, come è ovvio, si finisce per crederci. Il governo tedesco, ad esempio, sostiene che entro il 2029 i russi saranno pronti a invaderci. Nel numero di Limes c’è un’intervista a Carlo Masala, importante docente di politica internazionale in Germania, che ha scritto un libro sullo “scenario del panico” in cui nel 2029 i russi entrano a Narva, in Estonia, e da lì comincia l’invasione dell’Europa. Ho però l’impressione che se la Russia volesse invadere l’Europa non manderebbe i cosacchi, ma liquiderebbe la questione con l’atomica. E in un periodo in cui l’esercito russo è descritto come impantanato in Ucraina, che sia pronto a invaderci è un po’ curioso.

L’esercito russo è davvero impantanato?

Quella che era stata dipinta come una guerra di trincea simile alla Prima guerra mondiale è evoluta in una guerra di droni, l’arma preferita degli ucraini con la quale colpiscono in profondità bersagli russi, mettendo in difficoltà la Russia sotto il profilo psicologico. Ma siamo comunque, salvo svolte clamorose, ancora nell’ambito di una guerra di logoramento, di attrito e le risorse a disposizione della Russia sono prevalenti. Poi, certo, ci sono le incognite nei due Paesi: in Ucraina casca un ministro alla settimana e si parla anche di una sostituzione di Zelensky. Da Londra Zaluzhny, ormai uomo degli inglesi, si candida come alternativa. Ma si nota ormai anche un’insofferenza interna alla Russia.

Nel numero di Limes si parla del ritorno della variabile tedesca…

C’è una sorta di isteria ripetitiva della storia. La vera novità di questi ultimi mesi è la decisione della Germania di “diventare la prima potenza militare convenzionale e tecnologica entro il 2039”, come scrive il governo tedesco e, diciamo, con un obiettivo che è in ritardo di dieci anni rispetto all’ipotetica invasione russa. La Polonia ha anch’essa varato una strategia militare per divenire il primo esercito europeo entro il 2039, centenario dell’invasione tedesca della Polonia. Sembrerebbe che ci siano ancora nervi tesi a regolare il rapporto tra Germania e Polonia.

Il riarmo europeo è dunque necessario?

Il riarmo europeo non esiste, esiste il riarmo di alcuni Paesi europei, in qualche misura anche il nostro. Ma siccome l’unità di misura, peraltro indicata dagli americani, è l’investimento per la Difesa, che ha un ambito di applicazione molto ampio e maneggevole, ci sono diversi margini per rendere questa spesa ritagliata su misura per i vari Paesi. E poi ci sono delle rivoluzioni tecnologiche in corso a cominciare dall’IA che genera il rischio di armi autonome dalla decisione umana.

Che dire dunque, ricapitolando, della minaccia russa?

Che il problema di tutte le guerre è che comandano loro. Non c’è un piano meticoloso che poi viene attuato concretamente, l’evoluzione del conflitto può sfuggire di mano. E le innovazioni tecnologiche rendono ancora più concreta “l’indipendenza” della guerra.

Dovremo attenderci che la guerra in Ucraina e quella in Iran durino a lungo?

Queste due guerre stanno diventando una sola, sia per la prossimità geografica tra mar Nero e Golfo Persico, sia perché Paesi non immediatamente coinvolti inviano sostegni in armi. I droni ucraini si usano anche in Medio Oriente.

Sembra una parvenza di guerra mondiale?

Sì, anche se concentrata e quindi non intacca i nostri Paesi. Occorre mantenere i nervi saldi e gettare lo sguardo sulle conseguenze non volute. L’idea che il politico più potente possa regolare l’andamento delle guerre è utopistico. Il dato preoccupante è che noi europei, noi italiani, sembriamo disinteressati ai negoziati cui invece sono interessati americani, russi , cinesi e altre potenze. Se non abbiamo la nostra capacità di scegliere, saranno altri a scegliere per noi. 

A cura di Salvatore Cannavò

Ετικέτες: